Come cambiano gli spostamenti degli italiani

Secondo il 19° Rapporto Audimob-Isfort nel 2022 gli spostamenti giornalieri degli italiani sono risaliti quasi agli stessi livelli pre-Covid e l’utilizzo delle auto è stato anche superiore a quello del 2019

Luigi Gemma


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Dopo due anni di limitazioni ed emergenza sanitaria, nel 2022 la mobilità degli italiani è tornata quasi agli stessi livelli del pre-pandemia. Questa importante notizia proviene dal 19° Rapporto sulla mobilità “Audimob – Stili e comportamenti di mobilità degli italiani” a cura di Isfort, l’Istituto superiore di

formazione e ricerca per i trasporti

Una delle indicazioni più significative è il dato sugli spostamenti giornalieri (nel giorno medio feriale), che nel primo semestre 2022 sono stati 99,3 milioni, appena il 6% in meno di quelli registrati nel 2019.
Una tendenza confermata anche dal monitoraggio sulle tendenze della mobilità del Ministero dei Trasporti sui dati dei grandi gestori di reti e dei big data providers. Nei primi nove mesi del 2022, infatti, sono stati rilevati valori simili allo stesso periodo del 2019, in particolare per il traffico stradale extraurbano, il più penalizzato negli ultimi anni: rispetto al 2019, nel 2022 il calo sulla rete Anas è stato del 5% e sulla rete autostradale di appena il 3%.
A soffrire maggiormente sono ancora il trasporto pubblico (l’Alta Velocità ha perso il 20% del traffico rispetto al 2019, il trasporto ferroviario regionale il 23%) e la mobilità pedonale (che nel 2020 costituiva il 29% degli spostamenti totali degli italiani e nel 2022 ne ha rappresentato solo il 19%).

L’auto in cima alle preferenze

Ma allora come si spiega la ripresa della mobilità nel 2022? Anche grazie all’ascesa dell’auto. Lo testimonia la crescita della quota modale delle auto. Nel 2022 la quota di spostamenti in auto è stata del 64%, un punto e mezzo superiore rispetto al livello pre-Covid e in netta crescita rispetto a quella del 2020 (59%), riaffermando spiega l’Unrae, la “posizione dominante” dell’auto “nelle preferenze modali degli italiani”. Dopo anni di restrizioni alla mobilità, abbiamo ripreso a spostarci sulle lunghe distanze, trovando nella cara vecchia auto privata una certezza su cui poter fare ancora affidamento. Tuttavia, sul versante sostenibilità e sicurezza c’è ancora parecchio da fare. La passione degli italiani per l’auto si traduce in un maggiore utilizzo e in un tasso di motorizzazione salito nel 2021 a 67,2 veicoli ogni 100 abitanti (dai 66,6 nel 2020), che rende l’Italia uno dei paesi con la maggior concentrazione di auto in Europa. Nel 2021 il parco auto ha continuato a crescere, tuttavia senza ringiovanire e diventare più sostenibile, dato che l’età media dei veicoli è passata dagli 11,8 anni del 2020 agli attuali 12,2. Inoltre, più di 11 milioni di auto oggi in circolazione non superano lo standard emissivo Euro 3 (poco meno del 30% del totale).

Le preoccupazioni per il futuro

È ancora presto per capire quanto la “fame” di mobilità possa crescere nel breve periodo. Sull’attuale fase di aumento della domanda incombono infatti l’impennata dei costi dell’energia e dell’inflazione. Preoccupa l’andamento dei prezzi dei principali carburanti, che da gennaio ad agosto 2022 hanno subito un incremento medio del 35% per il gasolio e del 125% per il metano, rispetto allo stesso periodo del biennio precedente.

percentuald di spostamenti con mezzi pubblici, a piedi e in bicicletta/micromobilità

La dinamica del tasso di mobilità sostenibile

Il tasso di mobilità sostenibile, strutturalmente inferiore al 40% in tutta la serie storica da inizio millennio, si è pericolosamente abbassato sia nel 2021 sia nel primo semestre del 2022 scendendo sotto il livello pre-Covid (31,3% nel 2022 contro il 35% del 2019). La combinazione tra ripiegamento della mobilità attiva, pieno recupero dell’auto e faticosa risalita del trasporto pubblico sta producendo un’uscita dall’emergenza sanitaria nella domanda di mobilità verso equilibri peggiori, sotto il profilo della sostenibilità, rispetto agli anni precedenti.

Fonte: Isfort, Osservatorio “Audimob” sulla mobilità degli italiani

La soddisfazione dei cittadini per i diversi mezzi di trasporto

Gli indici di soddisfazione per i diversi mezzi di trasporto hanno registrato nel 2021 una generale e pronunciata diminuzione, associata ad un ulteriore allargamento della forbice tra i mezzi individuali e i mezzi collettivi: i punteggi medi di autobus, pullman e treno regionale sono scesi sotto la sufficienza, quello della metropolitana a 6,4, tiene meglio il treno di media e lunga percorrenza a 6,8. Nel primo semestre del 2022 il quadro della soddisfazione appare in miglioramento per tutti i mezzi, in particolare per le “due ruote” (sia bici che moto) e per il trasporto di lunga percorrenza (treno, aereo e pullman).

voti medi 1-10 riferiti all’uso dei mezzi nei tre mesi precedenti l’intervista

2021

2022

Fonte: Isfort, Osservatorio “Audimob” sulla mobilità degli italiani

Distribuzione percentuale degli spostamenti per modo di trasporto

2019

2020

2021

2022

Fonte: Isfort, Osservatorio “Audimob” sulla mobilità degli italiani

A PIEDI
Gli spostamenti a piedi scendono nel 2021 al 22,7%, oltre 6 punti in meno rispetto al 2020, e nel 2022 scende ulteriormente al 19,7%, sotto la soglia pre-Covid.

IN BICI/MICROMOBILITÀ
Gli spostamenti in bicicletta e con soluzioni di micromobilità (monopattini elettrici ecc.) incrementano invece il proprio peso (dal 3,3% del 2019 al 4,7% del primo semestre 2022); associando questo aumento alla crescita contestuale, proporzionalmente molto forte, della moto (dal 2,6% del 2019 al 4,7% del 2022) si può dire che la soluzione delle “due ruote” (motorizzate, elettriche o non-motorizzate), sta diventando un’opzione più robusta nelle scelte modali degli italiani.

IN AUTO
La quota dell’auto sale appena sotto la soglia del 65%, un punto e mezzo in più del livello pre-Covid (era sceso al 59% nel primo anno della pandemia), riaffermando quindi la posizione dominante nelle preferenze modali degli italiani.
TRASPORTO PUBBLICO
I variegati sistemi di trasporto pubblico (bus, treni, metro, tram, sistemi a fune ecc., incluso lo sharing) riconquistano pezzi di mercato nel 2021 e nel primo semestre 2022, significativi in valore assoluto ma come peso percentuale i livelli pre-Covid, già di per sé molto bassi, sono ancora lontani (7,6% nel 2022 contro il 10,8% del 2019); a causa del crollo registrato nel 2020 in valore assoluto il numero di passeggeri trasportati con i mezzi pubblici sono stimati nel primo semestre 2022 ancora inferiori di circa un terzo rispetto al valore del 2019.

VIAGGI MULTIMODALI
La quota di viaggi multimodali, che nella quasi totalità si realizzano con l’utilizzazione di almeno un mezzo pubblico, è crollata nel 2020 all’1,7% dopo la punta del 6,5% toccata del 2019, ed è risalita leggermente nel primo semestre del 2022 (2,7%).